Ho affermato che le matematiche sono molto utili per abituare la mente a un raziocinio esatto e ordinato; con ciò non è che io creda necessario che tutti gli uomini diventino dei matematici, ma quando con questo studio hanno acquisito il buon metodo di ragionare, essi lo possono usare in tutte le altri parti delle nostre conoscenze. John Locke (1632-1704)
Anche studenti abbastanza bravi, dopo che hanno ottenuto la soluzione del problema e scritto ordinatamente la dimostrazione, chiudono i libri e cercano qualcos'altro. Facendo così, perdono una fase importante e istruttiva del lavoro... Un buon insegnante dovrebbe comprendere e inculcare ai propri studenti che nessun problema di qualsivoglia tipo viene completamente sviscerato. Uno dei primi e principali doveri di un insegnante è non dare ai suoi studenti l'impressione che i problemi matematici abbiano poca connessione tra di loro, e nessuna connessione con null'altro. Abbiamo un'opportunità naturale di investigare le connessioni di un problema quando riguardiamo la sua soluzione.
George Pólya (1887-1985)
Io ho sempre avuto un buon rapporto con la matematica. Questo è in gran parte dovuto alla bravura della mia insegnante delle superiori che è riuscita a farmi capire che la matematica non deve essere vissuta come una serie di sterili formule da imparare meccanicamente a memoria, ma piuttosto una disciplina che è necessario comprendere a fondo (la Natura è un libro scritto in caratteri matematici.. tanto per citare Galilei) . Sono contenta che il professore abbia lanciato questo argomento di discussione perchè mi permette di esporre una difficoltà che devo affrontare quando faccio delle ripetizioni soprattutto a ragazzi che non vengono dallo scientifico. I post proposti sottolineavano l'importanza del contesto, la necessità di capire a fondo quello che si sta facendo e perchè lo si sta facendo: non potrei essere più d'accordo. Spesso quando aiuto con fisica qualche amico affronto la difficoltà di dovergli far capire che una formula non è una cosa che puoi prendere e applicare un problema superficialmente... è necessario ragionare, capire quante e quali sono le variabili che interessano la situazione, insomma, per tornare all'argomento principale della discussione, il contesto!
Io ho avuto la fortuna di avere una professoressa straordinaria che mi ha fatto amare la materia (se non fossi entrata a medicina avrei fatto matematica probabilmente), ma questo amore per tale scienza non sempre riesce ad essere trasmesso, e la matematica rimane spesso la materia astrusa che tanto si fatica a capire. Credo che gran parte del problame sia attribuibile al fatto che molto spesso nelle scuole si è più preoccupati di finire per tempo il programma piuttosto che di farlo comprendere a fondo a tutti. Così spesso mentre i pochi eletti capiscono al volo i più rimangono indietro, le fredde formule si sovrappongono e la confusione che lo studente ha in testa continua a crescere invece che svanire.
Scorrendo i post degli altri studenti vedo che le opinioni a tal riguardo sono molto simili alla mia; questo mi fa piacere, ma mi sconcerta piuttosto il fatto che chi non ha capito queste cose è propio il sistema scolastico italiano.
PS: professore non so cosa intenda con "poche parole" ma ho sicuramente superato le 200... ma mi sembrava giusto dire tutto quello che pensavo sull'argomento.
venerdì 4 aprile 2008
Compito 5: il valore del contesto
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